Olio, Coldiretti Puglia: “Allarme truffe e speculazioni per calo produzione, agricoltori in piazza”

giovedì 29 settembre 2016
In Puglia le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87mila tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38mila tonnellate.

“Avete preso i nostri marchi, non vi daremo le nostre piante”, “Chi acquista ha il diritto di sapere se quello che compra è veramente fatto in Italia”, “Più trasparenza”, “Spremiamo l’olio non i produttori” e “Stop agli inganni, salviamo il Made in Italy”. Sono solo alcuni degli slogan della manifestazione dei 10mila agricoltori di Coldiretti, riuniti per la Giornata nazionale dell’extravergine italiano in corso fuori e dentro il Mandela Forum di Firenze in Toscana, scelta perché è la regione con l’immagine più sfruttata per spacciare l’olio di oliva straniero come italiano.

Nonostante il riconoscimento comunitario a 5 oli Dop “Terra di Bari”, “Terra d’Otranto”, “Dauno”, “Collina di Brindisi” e “Terre Tarentine” e una produzione media pari a 10 milioni di quintali di olive ed oltre 1,8 milioni di quintali di olio, con un'incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale pari al 36,6 per cento e al 12 per cento di quella mondiale, in Puglia è proprio il comparto olivicolo-oleario ad essere maggiormente colpito dal fenomeno delle sofisticazioni.

Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere serve a riempiere barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come ‘Made in Italy’. In Puglia le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87mila tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38mila tonnellate.

Le previsioni Ismea/Unaprol, che classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17, indicano la Puglia come la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino più basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura. Complessivamente - precisa Coldiretti - nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39 per cento, al nord di appena il 10 per cento mentre al centro del 29 per cento, con la Toscana in linea con questa riduzione.

«Ecco spiegato come mai – denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia siano cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Gli oli stranieri vengono importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per costruire blend con oli regionali. Di fronte al moltiplicarsi di frodi, con le indagini che hanno coinvolto anche grandi gruppi per olio di bassa qualità venduto come extravergine o quello straniero spacciato per italiano, bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del made in Italy agroalimentare».

«Per questo va applicata alla lettera la legge salva-olio – incalza il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - la n. 9 del 2013 ed è necessaria l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. a supporto dell’attività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni. Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, dalle sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi all’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, dall’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, al rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, fino al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, sono solo alcune delle misure previste dal provvedimento».

La produzione lorda vendibile del comparto olivicolo-oleario è pari al 20 per cento della produzione vendibile totale del settore agricolo, per un valore di 600 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del Prodotto Interno Lordo dell’intera ricchezza regionale per il 3 per cento.

Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare oli extravergine ottenuti al 100 per 100 da olive italiane, quelli a denominazione di origine Dop o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.

 

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