Contraffazioni e infiltrazioni mafiose: in Puglia il settore agroalimentare è ancora troppo vulnerabile

venerdì 23 settembre 2016

Bottiglie di olio che di extravergine hanno solo l'etichetta, produzioni adocchiate dalla mafia perché fonte di lucro, ma anche biodiversità. C'è ancora molta strada da fare per rendere il settore agroalimentare pugliese blindato da furbetti e criminali. Il punto è stato fatto durante il Festival della Ruralità, nella Masseria Cimadono a Corato. 

Secondo i dati Eurispes, stilati in collaborazione con Coldiretti e con l'Osservatorio criminalità nell'agroalimentare, è Foggia la provincia pugliese che porta la bandiera dell'agromafia, piazzandosi settima a livello nazionale, con un indice di 67,4. Segue Brindisi, 14esima nella classifica nazionale, con uno IOC (International Olive Council) del 51,6. Terzo posto per Barletta-Andria-Trani (40,9), pari merito con Bari (40,9), Taranto (39,4) e infine Lecce (37,4). La mappa dell’agromafia segue quella degli interessi economici tradizionali, segno che la mafia pugliese, come tutte le altre, fiuta il business e lì si butta per lucrare. Anche a riprova di questo, si pensi che un bene confiscato su cinque appartiene al settore agroalimentare

“Oggi il settore agroalimentare rappresenta il 14% del Pil nazionale e l’Italia è il primo Paese d’Europa per prodotti tipici certificati – spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Tuttavia sono proprio questi ultimi a essere i più esposti alla contraffazione e ai tentativi di imitazione e di usurpazione di marchi, come il caso dell’olio extravergine di oliva, uno dei simboli indiscussi del made in Italy. Il nostro Paese, con le sue circa 550 mila tonnellate prodotte annualmente, rappresenta circa il 17% della produzione mondiale". Un quantitativo non sufficiente a coprire la domanda, nemmeno quella nazionale che, con un consumo pro capite pari a circa 12 Kg annui, necessita di importare un terzo del prodotto (circa 750 mila tonnellate). Ne consegue che mediamente una bottiglia di olio extra vergine di olive su tre non contiene olio di origine italiana, con tutte le connesse problematiche legate ai rischi concreti di sofisticazioni, di tentativi di evocazione, di frodi sulla qualità e sulla stessa origine. 

“È indispensabile evitare che continuino ad essere secretati – incalza il direttore della Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – i dati relativi alle importazioni dei prodotti agricoli nei nostri territori, addirittura nei confronti degli Organi di Controllo. È, inoltre, assolutamente necessario che l’attività di controllo sia accompagnata da un sistema sanzionatorio più rigido che preveda, per coloro che si macchiano di reati contro la sicurezza alimentare, pene pecuniarie molto elevate fino ad arrivare alla detenzione e alla confisca di beni mobili ed immobili che, come già avviene per i beni sottratti alla criminalità organizzata di stampo mafioso, potrebbero essere assegnati a cooperative e/o associazioni onlus per la produzione, la trasformazione e la commercializzazioni di produzioni agricole ed agroalimentari tipiche di qualità”.

Legambiente, insieme al Corpo forestale dello Stato e all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha avviato il progetto Civic (Common Intervention on Vulnerability in Chains), per contrastare le illegalità ambientali. Il progetto si propone di analizzare, fra le altre filiere, anche quella dell’agroalimentare, in particolare monitorando il ciclo di vita dell’olio extravergine di oliva 

“Dopo due anni di lavoro abbiamo stilato un documento che sintetizza un elenco di proposte e suggerimenti rivolti ai decisori politici, sia nazionali che europei, e in genere agli operatori del settore per contrastare le illegalità ambientali nelle filiere oggetto di studio – commenta Daniela Sciarra, responsabile progetto CIVIC per Legambiente - Obiettivo del progetto è stato anche quello di elaborare tre protocolli di intesa che impegnano i firmatari (enti, associazioni e in genere operatori del settore) a collaborare con maggiore sinergia per risolvere le vulnerabilità delle filiere". 

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