Posti a rischio per i docenti Gae. Assemblea a Bari, l'assessore veneto: "No alla lotta tra poveri. Uniti"

sabato 17 settembre 2016
No alla "lotta tra poveri". I docenti, con qualunque sigla siano indicati, hanno tutti diritto al posto di lavoro. L'appello è dell'assessore all'Istruzione del Veneto, Elena Donazzan e del consigliere regionale forzista, Domenico Damascelli, nell'incontro con i docenti Gae (Graduatorie ad esaurimento) nel quale sono state presentate tre proposte.

Hanno scelto di non partire, rinunciando al concorso per la certezza di non lasciare le famiglie, oggi però i docenti GAE rischiano, dopo anni di lavoro, di restare a casa perché i posti loro assicurati nella riforma della Buona Scuola - fino ad esaurimento graduatorie - sono stati rimessi in discussione da un emendamento. Un pasticcio che riguarda 6mila docenti solo in Puglia. Ma che si rientri nella categoria dei GAE o dei Nastrini rossi - coloro cioè che sono costretti a trasferirsi al nord lasciando anche figli piccoli pur di avere la certezza di un contratto a tempo indeterminato - il punto è che "il posto di lavoro è un diritto". Questo in sintesi ciò che è stato detto durante l'assemblea alla quale ha preso parte anche il governatore Emiliano. Damascelli ha presentato tre proposte e che, in sintesi, mirano ad evitare classi sovraffollate - la Puglia ha il dato più alto in tal senso - creando così più posti di lavoro puntando anche sul tempo pieno, sfruttare i posti di potenziamento, previsti e finanziati per il 2015 ma non utilizzati e di spingere la giunta regionale ad unirsi nella battaglia per eliminare le disuguaglianze. "Ce la stiamo mettendo tutta per accendere i riflettori sullo sciagurato provvedimento 'La Buona Scuola di Renzi' - ha commentato Damascelli. Il presidente Emiliano - aggiunge - ha accolto, sostenendo la nostra iniziativa, una proposta che ritengo utilissima alla causa: organizzare un tavolo nazionale di lavoro sul tema tra la Regione Puglia e il Veneto, promuovendo un incontro nazionale a Bari o a Roma per interloquire con il governo centrale". "Noi - ha concluso il forzista - abbiamo raccolto il grido di dolore dei docenti che hanno superato concorsi e selezioni, hanno conseguito titoli e abilitazioni, insegnano da decenni ed oggi, per gli effetti nefasti della Buona (?) Scuola, vivono sulla loro pelle una grave ingiustizia, restando senza posto di lavoro perché una parte del Partito Democratico, a termini scaduti, ha cambiato in corsa le regole del gioco". 

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