Sindrome da rientro, ecco i consigli delle specialiste per tornare a lavoro dopo le vacanze senza stress

venerdì 2 settembre 2016
 Soffri di "sindrome da rientro?"

“Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla” scriveva Ennio Flaiano. Quanti di noi condividono questo pensiero su una delle stagioni più attese dell’anno? I dati parlano chiaro: ogni fine vacanza è accompagnata da una serie di disturbi classificati come “sindrome da rientro” in cui ansia, nostalgia e stress fanno da padrone condendo inesorabili, le prime settimane del mese di settembre.
 
Se per alcuni il fenomeno tende a ridimensionarsi e risolversi nel giro di poco tempo, per altri può rivelarsi una vera a propria spia patologica: al rientro l'ansia ci segnala che la nostra vita routinaria non va. Un segnale forte e da non sottovalutare questo, spesso indice che la vacanza non è stata vissuta tanto come una ricarica quanto come una vera e propria fuga da una vita percepita come faticosa e a tratti insopportabile.

Dunque come affrontare e superare questa forma d’ansia?

Intanto, non serve pensare di dover cambiare tutto nella propria vita: mentre ci ripensiamo comodi sulla nostra sdraio sotto il sole di agosto, una parte del nostro inconscio programma inarrestabile, una lunga chermesse di pensieri distruttivi che nella fattispecie si sostanziano in vere e proprie rivoluzioni mentali: “quasi quasi mollo tutto e mi trasferisco altrove”, “se ci penso bene il mio lavoro non mi piace” et similia. E’ un atteggiamento piuttosto comune quanto prevedibile: la nostra mente, con l’immaginazione, ci ricorda in realtà l’importanza di sognare e di rompere la routine con nuovi stimoli. Cosa fare dunque? Sicuramente perseverare nei pensieri di malessere ci depotenzia e ci incanala in un tunnel di frustrazione sempre maggiore finendo con l’alimentare l’ansia sempre di più.

Meglio ironizzare modificando piccole abitudini capaci di agire sulla percezione delle cose e di noi stessi e contestualmente attivare quegli stati di flusso dell’anima abilitanti a sviluppare nuove soluzioni e nuove idee in pieno accordo con la nostra natura e il nostro essere.

Ecco un elenco di cose che possiamo fare subito per alleviare i sintomi dell' ansia da rientro. 

Rispettiamo il nostro bioritmo. 

Non prefiggiamoci obiettivi impossibili.

Il corpo ha sempre bisogno di gradualità. Ripartiamo lentamente dagli impegni consueti e incrementiamo man mano o disperderemmo l'energia acquisita. 

Dormiamo di più.

Fin dal rientro manteniamo almeno 7 ore di sonno, provando ad addormentarci spesso prima di mezzanotte. Possiamo aiutarci con un ciclo di melatonina, una compressa  al giorno. Evitiamo sonniferi o ansiolitici, che reprimendo l' ansia fanno abituare a una vita che non vogliamo. 

Sfruttiamo l'intimità. 

Non perdiamo alcune buone abitudini che si sono acquisite in vacanza, su tutti i piani. 

Con il partner continuiamo a cercare momenti "solo nostri", se abbiamo dei figli continuiamo a giocare con  loro come durante le ferie. 

Manteniamo la cura del corpo. 

Non perdiamo la forma fisica insieme all'abbronzatura. Seguiamo un'alimentazione sana, curiamoci sia fisicamente che nell'abbigliamento. Se già non lo facciamo, troviamo un'attività sportiva che ci piace davvero e iniziamo a farla una volta alla settimana. 

Non fuggiamo dall'adesso.

Non idealizziamo la vacanza appena trascorsa. Non è quello lo stile di vita ideale, ci sembra così solo perché siamo insoddisfatti. Riduciamo le aspettative "esotiche", accettiamo la ciclicità piacere/fatica. Proprio Il tempo in cui siamo "ora" può riservarci piaceri molto più intensi di quelli solo immaginati, se smettiamo di fuggirlo.

Quest’ultimo punto credo fermamente sia quello cruciale e su cui s’impone più di una riflessione. Eckhart Tolle, counselor e maestro spirituale ha dedicato gran parte della sua trasformazione al tema del tempo e alla necessità di “spezzare la sua illusione”: “il tempo non è affatto prezioso perché è solo una illusione. Ciò che ritieni tanto importante non è il tempo, ma l’unico punto che ne sta al di fuori: l’adesso. Più ti focalizzi sul tempo (passato e futuro), più ti perdi l’Adesso, la cosa più preziosa che c’è”. La filosofia tanto complessa quanto illuminante di Eckhart non può sicuramente essere spiegata in poche righe ma credo che in queste parole ci sia il seme di una grande verità: continuando a vagheggiare la prossima vacanza o a santificare la precedente correremo solo un rischio: quello di non scommettere sulle potenzialità di quello che può succedere oggi e che con arguzia e impegno concimano la base per il nostro meraviglioso futuro!

Dr.ssa Viviana De Pace, Ginecologa
Dott.ssa Floriana Maraglino, Life Coach
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