La Comunità islamica alla Città dei Libri: "Vi raccontiamo una favola: ecco l'Islam"

venerdì 22 luglio 2016
Per la prima volta la Comunità Islamica di Puglia partecipa all’edizione 2016 del Festival “Cittàdeilibri”, uno degli eventi organizzati dal portale tematico cittadeibimbi.it dedicato ai bambini e alle loro famiglie. 

Tema scelto per questa edizione, in programma questo fine settimana - 23 e 24 luglio a partire dalle 18, nell’Arena del Castello Angioino di Mola di Bari - “l’accoglienza, l’altro”. Sorrisi, arte, musica, pensieri e lezioni a misura di bambino di lingua araba e testimonianze sull’Islam. E’ una delle novità che caratterizza la manifestazione quest’anno dedicata all’integrazione, raccontata ai piccoli attraverso le esperienze degli adulti.

Sabato 23, a partire dalle 19.10 Ehab El Shaer insegnerà ai piccoli l’alfabeto arabo attraverso giochi e disegni. Domenica 24, a partire dalle 18.40 terrà una nuova lezione ai bambini.

Sempre domenica, a partire dalle 20.30 Sharif Lorenzini, presidente della CIDI, Comunità Islamica d’Italia, in collaborazione con la Comunità Islamica di Puglia, insieme con il figlio Daud parlerà ai piccoli sul tema: “La religione insegna l’accoglienza e l’intregrazione: l’Islam”, inscenando una favola. Alla manifestazione prenderanno parte numerose famiglie islamiche: un’occasione per testimoniare la vera integrazione tra bambini di lingua, cultura, religione e tradizioni diverse dai piccoli occidentali.

“La Comunità Islamica di Puglia con gioia partecipa per la prima volta al festival Città dei Libri –spiega Sharif Lorenzini, presidente della CIDI, Comunità Islamica d’Italia – anche per noi costituisce un’occasione di confronto dedicata ai piccoli e alle famiglie. Il tema scelto quest’anno dagli organizzatori, per quello che ci riguarda, ovvero l’accoglienza, mai come in questo momento, sembra più che appropriato. Anzi, per noi islamici rappresenta decisamente un’occasione, per spiegare a misura di bambino, quanto è importante accogliere l’altro per abbattere il muro del pregiudizio. Accogliere un bimbo o un adulto vuol dire crescere insieme, imparare il diverso e diventare un’unica famiglia nel nome del rispetto e della tolleranza. Manifestazioni come queste per noi sono un’occasione per trasmettere i valori della civile convivenza sin da piccoli perché, proprio dai bambini può e deve nascere una generazione migliore”.

 

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