Calvizie, in Puglia ogni anno il 15 per cento in più di trapianti. Ma attenzione ai low cost su web

martedì 19 luglio 2016
La dottoressa Amati del ‘Sitri’, Società Italiana di Tricologia: "Attenzione ai viaggi e agli interventi miracolosi all'estero: su 10 persone visitate, almeno 4 sono ricorse alle cure riparatorie".

“Gli Italiani sono da sempre molto attenti alla loro immagine. Lo dimostrano i dati sui trapianti di capelli che aumentano ogni anno. Siamo il sesto paese al mondo per numero di interventi di chirurgia estetica, dopo Stati Uniti e Brasile, Cina, Giappone e Messico, ma avanti a Francia e Germania, Spagna e Gran Bretagna”.

Sono parole di Tatiana Amati, tricologa, Membro del centro studi ‘Tricomedit’ e ‘Sitri’, la Società Italiana di Tricologia. Tuttavia, non è scontato immaginare quale sia l’inestetismo che preoccupa maggiormente i nostri uomini: la 
calvizie. “La perdita dei capelli colpisce un numero elevato di persone: solo nell’intero continente europeo ne soffrono 30 milioni. 3 europei su quattro ritengono che i capelli siano un elemento indispensabile per la propria capacità di attrazione, ma non solo: gli Italiani sono in assoluto la popolazione europea che teme maggiormente le ricadute sociali e affettive provocate dalla calvizie”, spiega la dottoressa Tatiana Amati. Per poi concludere: 

“In Puglia il ricorso al trapianto capelli cresce con una media del 15% ogni anno, nonostante la crisi economica abbia messo a dura prova anche il settore della chirurgia estetica. In realtà si sceglie l’autotrapianto per una serie di ragioni, tra cui la minima invasività rispetto ad altre tecniche, gli effetti totalmente naturali dei risultati, i costi contenuti rispetto ad altri interventi”, dichiara in ultimo la dottoressa Amati: “Anche in Puglia, inoltre, negli ultimi 5 anni, su 10 persone visitate, almeno 4 sono ricorse alle cure riparatorie, per quanto possibile, di cliniche medico-chirurgiche autorizzate dalle Asl dopo essersi fatte ‘convincere’ da allettanti offerte promozionali sul web che, con poco più di 2000 euro, promettevano viaggi e interventi miracolosi di trapianto capelli in Turchia, senza ottenere gli effetti sperati. Il cosiddetto ‘turismo dei capelli’ è un fenomeno da cui occorre prendere le distanze, che noi tricologi italiani stiamo combattendo a suon di campagne di sensibilizzazione e corretta informazione”.

Fonte: LecceSette.it

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