Lino Banfi compie 80 anni e scrive a Bergoglio: "Vorrei conoscerla"

sabato 9 luglio 2016
Ottanta candeline e non sentirle. Lino Banfi, uno dei più grandi attori comici italiani "diventa grande", come ha detto lui stesso in uno dei rarissimi video postati su Facebook. "Devo iniziare a prendere confidenza con questo chezzo di coso qui".

La 'e' al posto della 'a', un marchio di fabbrica dell'attore che mai ha voluto dimenticare le sue radici. Nemmeno quando, guardando in archivio, può vantare 128 film, 30 da protagonista. Il cinema italiano festeggia gli 80 anni di Pasquale Zagaria, partorito da mamma Nunzia il 9 luglio ad Andria, ma registrato l'11: "Era tradizione delle balie registrare il bambino un po' dopo, per regalargli qualche giorno di giovinezza in più", racconta lasciando intendere che quella storiella ha dovuto ripeterla un'infinità di volte.

Un'infanzia trascorsa a Canosa, una adolescenza in seminario ("Mi spedì mio padre pr farmi studiare, ma nelle recite non mi davano mai il ruolo di Gesù), il trasferimento a Milano ("Mi tolsi le tonsille sane per avere un pranzo, una cena e un letto caldo in ospedale) e il matrimonio della vita con Lucia Lagrasta, celebrato alle 6 del mattino, dopo la fuitina nel 1962 in tutta segretezza. 

Sacrifici e rinunce fatte con l'unico obiettivo di realizzare il sogno di fare l'attore. E oggi, dopo esserci riuscito, non è stanco di fare ciò a cui ha dedicato tutta una vita. Per i suoi 80 anni si è regalato un nuovo film da produttore "Acqua di mare", un libro "Hottanta voglia di raccontarvi: la mia vita e altre stronzete", una linea di prodotti tipici pugliesi "Bontà Banfi" e la decima serie di "Un medico in famiglia".
E ad ottobre è pronto a tornare nella sua terra per ricevere le chiavi della città che il sindaco Antonio Decaro è pronto a donargli, in un evento speciale al Petruzzelli. 

Ma prima una festa in grande stile, con il mondo del cinema al gran completo pronto a celebrare uno dei suoi miti. Come miti lo sono diventati i suoi personaggi, da Oronzo Canà al Commissario Auricchio, sino all'ultimo amatissimo nonno Libero. 
Il suo segreto? Continuare ad esprimere desideri e fare di tutto per realizzarli. Come quello di replicare l'esperienza da produttore ("Spero di produrne altri, amo i giovani") e di conoscere papa Francesco. "Vorrei conoscere di persona papa Francesco ed essere nominato giullare ufficiale di Sua Santità - ha scritto nella sua lettera aperta a Bergoglio -. Così quando ha bisogno di sorridere mi chiama e io arrivo e gli tiro su il morale raccontandogli qualche aneddoto simpatico".


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