Truffa all'ateneo: annullata la sospensione per la docente accusata di peculato

giovedì 3 dicembre 2015
La docente di Diritto pubblico comparato della facoltà di Giurisprudenz dell'Università degli Studi di Bari, potrà tornare ad insegnare sin da subito.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione annullando l'interdizione di un anno dall'attività professionale disposta dalla magistratura barese nel luglio scorso in seguito alle indagini sull'appropriazione di soldi pubblici per scopi privati. L
a docente, in seguito alle indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari, coordinate dai pm Luciana Silvestris e Renato Nitti, è accusata di peculato, falso, abuso d'ufficio e truffa, in concorso con altri sette indagati, tra i quali suo marito Marco Terzi, il professor Silvio Suppa, docente ordinario di Diritto costituzionale, ricercatori e dottorandi, per i quali la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio. Questa è uno stralcio dell'inchiesta su presunti concorsi universitari pilotati e riguarda la gestione delle risorse messe a disposizione dal 2007 al 2010 nell'ambito dei fondi per i Progetti di rilevante interesse nazionale. Alla professoressa Calamo Specchia, difesa dall'avvocato Alessandro Dello Russo, la Procura di Bari contesta due missioni a Milano e ad Edimburgo, l'incarico per l'aggiornamento di un sito internet e l'acquisto di materiale informatico. 
 
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