Servono 20 milioni per il castello Alfonsino: il Comune di Brindisi si rivolge a Governo e Regione

venerdì 8 maggio 2015
Il Comune di Brindisi ha reso noto il piano redatto dall'associazione Mecenate 90 per la riqualificazione del castello Alfonsino e dell'Opera a Corno.

Un progetto imponente, per il quale servono circa 20 milioni di euro, che, però, il Comune non può sostenere. Per questo da Palazzo di Città si rivolgono a Governo e Regione, affinché si trovino quei canali di finanziamento che possano rendere realtà quello che ora è solo sulla carta.

«Il Piano di Valorizzazione è stato trasmesso alla Direzione Regionale dei Beni Culturali per le incombenze del caso – scrivono in un comunicato dal Comune - fatto salvo che il Comune di Brindisi ha espressamente richiamato nella nota di accompagnamento dell’elaborato la inderogabile necessità che lo Stato (Ministero dei Beni Culturali) e la Regione Puglia contribuiscano al recupero e alla valorizzazione del bene monumentale, attivando gli strumenti legislativi esistenti. Fuori da tale ipotesi più volte sollecitata, è impensabile che un Comune delle dimensioni di meno di 90mila abitanti possa accollarsi in solitudine l’onere dell’iniziativa del recupero e della funzionalizzazione di un bene monumentale di tali dimensioni, per il quale si stima un costo di recupero di circa 20 milioni di euro».

Nel concreto, il piano si compone di due parti: descrizione del bene e del contesto e programma di valorizzazione. Nella prima parte sono analizzati il luogo e il suo contesto, al fine di individuare elementi conoscitivi significativi per la progettazione e l'identificazione delle possibili funzioni d’uso future, criticità e opportunità rappresentate da piani di sviluppo urbani e del porto, politiche e offerta culturale della città di Brindisi, flussi turistici correnti e domanda potenziale per il futuro centro culturale da realizzarsi nel castello; nella seconda, è stata individuata una strategia di intervento a partire dalle ipotesi di rifunzionalizzazione già presenti all’interno del documento redatto dal Comune di Brindisi, definendo finalità, obiettivi e strategie di valorizzazione del bene all’interno del contesto territoriale di riferimento.

La proposta di valorizzazione prevede il riutilizzo degli spazi del castello, dell'Opera a Corno e della colmata fra la diga di Punta Riso e l'isola di Sant'Andrea.

Per il castello Alfonsino sono previsti: un museo di narrazione della città di Brindisi “Porta d’oriente”; delle sale espositive per mostre temporanee; una sala convegni/eventi; degli spazi per piccola ristorazione.

Per l'Opera a Corno: una struttura ricettiva a piano terra; dei servizi di sostegno alla ricettività, cucine, bar e ristorante; uffici pubblici, al primo piano; altri servizi di supporto alla ricettività. 

La colmata fra la diga di Punta Riso e l'isola di Sant'Andrea vedrà: spazi verdi pubblici; una piccola cavea per concerti e spettacoli dal vivo; un parcheggio; il recupero e la riassegnazione degli edifici militari dismessi a servizi di pubblica utilità e ad associazioni del terzo settore.

La stima sommaria e sintetica dei costi di restauro e recupero funzionale prevede: 800mila euro per gli spazi esterni a servizio e per le opere di protezione dai marosi; 6 milioni e 17mila 500 euro per il castello Alfonsino; 12 milioni e630mila euro per l'Opera a Corno, per un totale di quasi 20 milioni di euro.
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